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APPROFONDIMENTI SUL RIESAME DELL’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE PER LA CENTRALE DI TORREVALDALIGA NORD 2019

Approfondimenti attorno alle prescrizioni

Qualche giorno fa è stato pubblicato il verbale della “Conferenza dei Servizi” relativa al riesame dell’autorizzazione ambientale per la centrale ENEL di Torrevaldaliga Nord. La pubblicazione di questo documento era atteso dal “dibattito politico” cittadino. Ma ci sarebbe da chiedersi cosa ne abbia compreso la popolazione che, non ce lo scordiamo, è il destinatario dell’azione politica. Fra i temi che compongono questa vicenda c’è quello delle “prescrizioni”. Ma cosa si intende per “prescrizione”? Nello specifico del procedimento autorizzativo, con il termine “prescrizione” si intende indicare condizioni vincolanti per l’esercizio che viene autorizzato. In altre parole la centrale può operare ma rispettando alcune condizioni, condizioni che prendono il nome di “prescrizione”. Queste prescrizioni vengono proposte, durante il procedimento, dai vari attori coinvolti, dai ministeri, dagli enti ecc…

Queste proposte prescrittive vengono esaminate tenendo anche conto delle osservazioni e controproposte del soggetto che chiede l’autorizzazione per la propria attività, in questo caso ENEL. L’istruttoria termina con la redazione del Parere Istruttorio Conclusivo PIC che passa alla Conferenza dei servizi, che praticamente conclude l’iter con le ultime proposte e discussioni e con il voto finale per l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Nel verbale della conferenza sono riportate anche le condizioni con le quali l’autorizzazione è concessa, in buona sostanza prescrizioni di vario tipo. Come ben sappiamo, il Sindaco, in qualità di responsabile per la salute pubblica, ha una opzione specifica, può “imporre” le proprie prescrizioni. Questa opportunità è resa possibile da un decreto degli anni 30 (comunemente noto come “Regio Decreto”) ancora in vigore. Tali prescrizioni non sono sindacabili e sono da subito operative nei termini indicati dalle stesse, non è comunque precluso il ricorso contro le prescrizioni, qualora queste si ritenessero infondate. Di queste cose già si è più volte parlato, invece non si è entrati nel merito delle stesse e può essere interessante farlo leggendo quanto riportato dai documenti pubblicati.

Il PIC (Parere Istruttorio Conclusivo) viene arricchito dalle osservazioni del gestore dell’impianto (ENEL), valutate dal Gruppo Istruttore (GI). Nel PIC sono presenti anche le prescrizioni proposte dal Comune di Civitavecchia, (Modifiche e integrazioni alla bozza di PIC esaminata dal Gruppo Istruttore nella riunione del 18 aprile 2019. ) che sono sostanzialmente 2:

1) la riduzione delle ore di funzionamento e della quantità di carbone utilizzato. Cito:

“Si prescrive al Gestore di attenersi alle ore di funzionamento e al consumo di carbone dichiarati nel progetto che ha ottenuto il giudizio positivo di compatibilità ambientale di cui al DEC VIA/680/2003. In particolare, la produzione non dovrà eccedere le 6000 ore/anno equivalenti al carico massimo e il consumo di carbone non dovrà eccedere le 200 tonnellate/ora per sezione per un totale di 3.600.000 tonnellate/anno”

2) Il rispetto della legge regionale sul risanamento dell’aria che prevede combustibili con tenore di zolfo minore dello 0,3%. Cito:

“…le sezioni 2, 3 e 4 siano esclusivamente alimentate a carbone con contenuto di zolfo non superiore allo 0,3%, salvo la fase di avviamento, nella quale è consentito, fino al raggiungimento del minimo tecnico, l’uso del gas naturale;”.

 Ci occuperemo delle prescrizioni proposte dal comune e di altre due, una riguardante i controlli relativi al mercurio e quella che stabilisce un tempo limite per la presentazione del piano di uscita dal carbone.

ORE DI FUNZIONAMENTO E CONSUMO DI CARBONE

Nel verbale della conferenza dei servizi, alla pagina allegata indicata con il numero 55/171, si riporta la prescrizione relativa alle ore di funzionamento ed alla quantità di carbone bruciato. Accanto a questa ENEL osserva fondamentalmente che:

- tali limiti non possono essere oggetto di prescrizione come definito nella precedente AIA,

- che limitare la capacità di far fronte alle richieste energetiche mette in discussione sia la massima capacità produttiva dell’impianto sia la capacità di assicurare la “sicurezza energetica” del paese.

Inoltre il gestore propone di esprimere solamente il limite di capacità dell’impianto. Appresso è espresso il parere del GI (gruppo istruttore) che approva la proposta di ENEL bocciando la prescrizione prodotta dal comune di Civitavecchia che, ovviamente, si dichiara (unico) contrario alla proposta di ENEL che risulta quindi approvata.

TENORE DI ZOLFO

Riguardo il tenore di zolfo, sempre alla pagina indicata col numero 55/171, si riporta la prescrizione indicata dall’AC che fa riferimento alla legge regionale per il “risanamento della qualità dell’aria”. ENEL commenta lungamente ponendo varie obiezioni. Vediamone le più significative:

- l’ipotizzato contrasto con  la legge regionale è contestato facendo riferimento ad una pronuncia del Consiglio di Stato che ritiene non assoggettabile alla legge regionale l’impianto che abbia “autorizzazioni AIA di competenza ministeriale”, tesi confermata da una nota della Direzione Regionale Ambiente del 2010. I riferimenti per il pronunciamento del Consiglio di Stato e della Direzione Ambiente della Regione sono presenti nel commento del gestore.

- un combustibile con tenore di zolfo inferiore allo 0,3% renderebbe critiche le condizioni operative sino alla “impossibilità di operare, in quanto la centrale è progettata per carbone con diverso tenore di zolfo. Tale parere è accompagnato da numerose questioni tecniche. La proposta di ENEL è sostanzialmente quella di ridurre il tenore ammesso da minore di 1% a minore di 0,7%, proposta accettata dal GI con voto contrario del solo comune di Civitavecchia.

A fronte dell’assolutamente doveroso allarme sanitario, l’allora sindaco Cozzolino propose le due prescrizioni (modifiche al PIC) supportate dalla documentata necessità di abbassare significativamente le immissioni inquinanti della centrale anche perché si vanno a sommare alle numerose altre esistenti in una situazione ambientale e sanitaria particolarmente critica. Se da un canto le motivazioni tecniche relative al tenore di zolfo,motivazioni tecniche nelle quali è  meglio non avventurarsi senza un buon bagaglio tecnico, rendono verosimilmente non condivisibili le prescrizioni sindacali, d'altro tipo, invece, sono le obiezioni relative alle ore di attività ovvero per le quantità di carbone bruciato. La “sicurezza energetica” non può essere certo motivo valido, basterebbe considerare un apposito meccanismo di deroga, nella eventuale necessità imprescindibile di maggior produzione temporanea. La necessità di sfruttare l’impianto al massimo delle sue capacità è una mera questione economica che non può certo essere considerata primaria rispetto alla salute della cittadinanza. Non esiste quindi una imprescindibile questione tecnica che possa "superare" le prescrizione sindacale. La valenza ambientale di tale modifica al PIC è stata evidentemente da tutti ignorata, sia da parte degli enti votati alla tutela di ambiente e salute, sia di quelli che amministrano il territorio vasto.

MERCURIO

Dalla lettura del verbale della conferenza (pag. indicata 3/171) si evince che ENEL ha chiesto ed ottenuto di non effettuare più i controlli in continui delle emissione di mercurio ma bensì periodicamente poiché negli anni l’emissione di mercurio è risultata stabile. Sinceramente ci pare una motivazione inaccettabile, ma tant’è è stata accettata, anche questa.

CARBON EXIT

Un ultimo tema riguarda la “carbon exit”. Su questo il gestore pare soccombere (pag. indicata 45/171), alla prescrizione di presentare il piano per l’uscita dal carbone per il 2025 il gestore oppone che non si possa prescindere da quanto predisposto e deciso dal “tavolo interministeriale per l’attuazione della SEN 2017”, e che quindi la fissazione di un termine appare piuttosto improbabile, ma tale obiezione, e quindi relativa controproposta, non è stata considerata, evidentemente, sufficientemente motivata, ed è stata respinta. Per questo entro un anno dall’approvazione di questa AIA il gestore dovrà produrre il piano per la carbon exit al 2025.

Sebbene di per se ciò non possa rassicurarci, è comunque un appuntamento che vale la pena tener presente, una data fissata è meglio di una linea di principio.

Non è ancora detta l’ultima parola di questa AIA, il ricorso del Comune presso la Presidenza del Consiglio è in itinere. L’accoglimento di questo ricorso potrebbe riaprire la conferenza e dare la possibilità di portare modifiche all’autorizzazione e fornire l'occasione all’AC di avvalersi del regio decreto con una motivazione più sostenuta. Non c’è dubbio che la salute dei cittadini sia il primario obiettivo dell’azione politica in questa città, e, se da una parte alcune opposizioni prettamente tecniche sono di difficile superamento, vedi il tasso di zolfo, altre non dovrebbero essere considerate “problematiche” vedi i limiti sul monte ore e carbone, in quanto vanno in realtà ad incidere solo sul pieno utilizzo della centrale, mentre è certamente possibile ipotizzare un meccanismo per il quale, in modo temporaneo e per casi eccezionali, tali limiti possano essere superati.

Il lettore potrà approfondire ulteriormente con la lettura estiva dei documenti che riportiamo di seguito.

Collezzione documentale relativa alla revisione dell'AIA di TVN nell'apposita sezione del portale del Min. Ambiente

Collezzione documentale relativa alla revisione dell'AIA di TVN nell'apposita sezione del portale del Min. Ambiente 

Verbale della conferenza servizi portale min. Ambiente

Lettera con la quale il Comune di Civitavecchia propone le sue prescrizioni

 

Ultima modifica ilSabato, 03 Agosto 2019 14:07
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