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EUROPA: ENERGIA AMBIENTE E…..  SALUTE

In evidenza EUROPA: ENERGIA AMBIENTE E…..  SALUTE

In questi giorni l’eco dei temi ambientali utilizzati nella campagna elettorale dai vari attori della vita politica nazionale e cittadina, è alimentata dal tema della “carbon exit”, non solo per la specificità della esistenza della centrale a carbone TVN nel nostro territorio, ma anche per le aspettative future di “zero emissioni”, obiettivo europeo, come ricordato dalla nuova Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.
Proprio ieri la Presidente e le sue dichiarazioni di indirizzo che mirano ad anticipare gli obiettivi ambientali della UE, è stata citata nel convegno dal titolo: “Europa, le sfide dell’energia e dell’ambiente”, tenutosi nello scenario del Castello di Santa Severa. Serata all'interno della manifestazione "Festa dell'Europa 17-20 luglio. Convegno condotto da Marietta Tidei, consigliere regionale, con il contributo di: (da sinistra nella foto di copertina) Gian Paolo Manzella, assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco Luccisano, relazioni esterne IP, Francesco Borgomeo Presidente Saxagres, Federico Testa, Presidente ENEA.

Non c’è personalità politica o di un certo rilievo pubblico che non abbia espresso la propria attenzione al tema ambientale, che sia professione programmatica o dichiarazione di “sensibilità”. A volte sembra che sia un tema di moda, se non parli un linguaggio “verde” sei fuori. Spuntano ambientalisti ovunque anche fra coloro che hanno, in qualche modo, precedenti non proprio apprezzabili in tema.
Ben lo sanno i civitavecchiesi che, nella recente campagna elettorale, si sono ritrovati con una intera classe politica “ambientalista”. Il documento sulla strategia energetica nazionale ha indicato per il 2025 l’uscita dal carbone. In soldoni al 2025 non dovremmo più vedere carboniere al largo della marina. Questo nella teoria dei documenti programmatici.

Ma abbiamo bisogno di “pratiche” non di teorie, ovvero di atti e di decisioni programmatiche ben identificabili e decisamente più concrete degli “indirizzi” programmatici. Federico Testa, Presidente di ENEA, ha detto ieri, nelle prime battute del convegno, che dovremmo stare attenti a non fare solo “comunicazione” ma dovremmo fare “politica”, ovvero occorre immergerci nel concreto per pensare e fare cose tangibili.
La continua campagna elettorale si avvale dei talk show ed altri strumenti per fare "comunicazione", ma viene il momento degli atti concreti, viene sempre. Il momento e’ giunto anche qui a Civitavecchia. L’11 di questo mese si è tenuta la Conferenza dei Servizi per il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) della centrale ENEL di Torre Vandalica Nord (TVN), come tutti sanno, alimentata a carbone.
Le cronache riportano che tutti, esclusa l’Amministrazione Comunale, hanno respinto le prescrizioni proposte dalla precedente amministrazione, fatte proprie dall’attuale. In barba quindi ad ogni buon proposito e ad ogni discorso. Regione, Città Metropolitana, ISPRA ed ogni altro attore presente, ha in buona sostanza impedito che la precedente autorizzazione fosse modificata in senso migliorativo per ambiente e salute. Dobbiamo però attendere il verbale, per averne certezza, ancora non è pubblicato, nonostante sia già passata una settimana e più. Al momento della redazione di questo articolo ancora il verbale non è presente nell’apposita sezione del sito del Min. Ambiente.
E’ pur vero che è stato preso l’impegno di uscire dal carbone nel 2025 e che è stata fissata la presentazione del piano di uscita entro 1 anno dalla conferenza, ma, proprio perché l’uscita è “prossima”, ci si chiede perché le prescrizioni sindacali, che mettevano semplicemente alcuni limiti nella produzione, ed un controllo indipendente al camino sono state respinte da tutti tranne ovviamente dal sindaco che le ha fatte proprie. La perplessità ha ancor più ragione d'essere in considerazione della ridotta produzione degli ultimi mesi, e nella già avviata domanda di conversione a gas di parte della centrale. Insomma, perché sono state respinte quelle prescrizioni a fronte di un impatto relativamente lieve sulla produzione, visto quanto appena detto?

Gianpaolo Manzella, assessore Regione Lazio e Marietta Tidei, consigliere regionale

Ieri (venerdì 18), come abbiamo detto, si è svolta una conferenza con al centro i temi ambientali ed energetici nella cornice europea. Volendone dire qualcosa debbo ripetere, con Marietta Tidei, coordinatrice dell’evento, “…abbiamo parlato poco di Europa”. In effetti l’aspettativa di una discussione sullo stato dell’arte in Europa ed in relazione nel nostro paese, ha lasciato spazio a qualcosa di diverso. Ad inizio una citazione ha sollecitato la mia attenzione, la citazione suonava più o meno così: “la migliore energia pulita è quella che non si consuma”. Sarebbe potuta essere la premessa di un dibattito molto interessante, basato sul risparmio energetico, ma, invece, buona parte del dibattito è stato occupato dal tema dei “costi” ovvero del fatto che i meno abbienti non sono in grado di accedere alla “energia verde”. Non approfondisco, ma cito solo una o due cose di quelle che mi hanno lasciato “perplesso”, che mi hanno fatto domandare: “ma davvero questi signori sono attenti all’ambiente?”

Parlando di “mobilità elettrica” si è detto che:
“le auto elettriche costano troppo e sono pochi quelli che possono permettersele, e poi le batterie sono pericolose perché prendono fuoco, meglio investire sulla rottamazione e passare dai vecchi diesel a quelli più moderni che inquinano molto meno”. Insomma si afferma che è più facile e probabile rottamare che passare alla mobilità elettrica.
“Occorre investire sulle navi poiché inquinano molto più delle auto" La citazione non è propriamente corretta, ma il senso era certamente quello.
Avessi potuto avrei fatto presente che le navi non camminano per le strade delle città e che le città con porti importanti sono davvero poche, mentre i tubi di scappamento delle auto sputano gas venefici pochi metri dal nostro naso ed ancora meno da quello dei bambini in tutte le città grandi e piccole del paese. Del resto il delegato di una grande azienda petrolifera potrebbe mai preoccuparsi davvero delle emissioni delle automobili? Può mai parlare, ad esempio, di “trasporto pubblico”, magari su rotaia? Certo che no, infatti ha espresso l’idea che all’italiano non gli si può negare il diritto di spostarsi come e quando vuole come fosse una sorta di diritto irrinunciabile. Vorrei far presente che anche la salute è un diritto irrinunciabile, prevalente sul diritto di “spostarsi liberamente”. Fatto sta che in Italia il rifornimento elettrico è ancora una vera rarità, diversamente che in altri paesi europei.

 

Da sinistra: Francesco Luccisano, relazioni esterne IP e Francesco Borgomeo Presidente Saxagres

E’ vero, come è stato detto, che occorre fare un bagno di realismo e non sottacere i problemi che si frappongono alla "rivoluzione verde", ma è pur vero che i problemi vanno affrontati con la volontà di superarli, con la visione dell’obiettivo da raggiungere, non possono essere cioè l’ostacolo insormontabile che giustifica il mantenimento dello status quo. C'è l'impressione che le difficoltà siano il pretesto per fare scelte che non vanno nella direzione della tutela ambientale e del risparmio energetico.
Occorre fare delle scelte, ed occorre che vadano nella direzione della sostenibilità ambientale e della salute dei cittadini, ad iniziare dal "risparmio energetico" così come per i rifiuti, l'imperativo è ridurne la produzione. A seguire tutte le altre opzioni.
Ho sentito parlare di “problemi” che ostacolano il rispetto degli obiettivi ambientali, ad esempio il “vecchietto che non ha davvero fantasia di affrontare un mutuo per ristrutturare ambientalmente la propria vecchia casa”, oppure “la burocrazia che impedisce di trasportare al porto via mare il BTZ per le navi” oppure ancora la “incapacità delle reti di reggere il carico delle ricariche elettriche” ecc.. Da notare anche l'espressa perplessità dell’uscita dal carbone per il 2025, sia pur in forma di "battuta". 
Problema dei problemi poi, è la bolletta elettrica. Cito un momento della serata che più o meno recitava così: “se la gente si autoproduce l’energia, non paga più la bolletta energetica ed i costi di incentivi, reti ecc.. vanno così a gonfiare le bollette degli altri cittadini.”

Purtroppo non ho sentito parlare ne di soluzioni ne di progetti ne di scelte politiche ed indirizzi di sviluppo e tanto meno dello stato dell’arte degli altri paesi europei. Di Europa se ne è appena accennato in introduzione con la perplessità sulle differenze sul tema energetico dei vari paesi della UE. Grande assente il carbone, e si che in questo territorio esso è assoluto protagonista. Tralascio alcuni altri temi trattati, pur interessanti, ma non proprio attinenti al tema della serata della quale hanno assorbito una buona parte. In conclusione, c’è da chiedersi se davvero la rivoluzione verde sia un reale obiettivo oppure sia un mero tema di speculazione comunicativa. Come è stato detto: "occorre fare politica non comunicazione".

 

Ultima modifica ilSabato, 20 Luglio 2019 09:42
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