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ADROTERAPIA IL SINCROTRONE CHE CURA IL TUMORE

Con il sincrotrone il bombardamento di protoni ha una efficacia molto più rilevante della radioterapia, specie in quelle patologie definite "radioresistenti". E' stata lanciata una petizione su Change.org per rendere questa terapia disponibile a quante più persone possibile.

In Italia sono presenti alcuni centri di eccellenza a livello europeo (a Trento si trova uno dei pochi centri europei per la protonterapia in cui possono essere efficacemente curate alcune tipologie di tumori pediatrici) e mondiale (a Pavia si trova uno dei rari centri in tutto il mondo che usa l’adroterapia nella lotta a diverse tipologie di tumore, mentre a Catania si trova un centro che usa l’adroterapia per i melanomi oculari) nella cura di tumori, per i quali, con le cure tradizionali (chemioterapia, intervento chirurgico e radioterapia), vi sono basse probabilità di sopravvivenza, o che sono collocati a ridosso di organi vitali rendendo così molto pericoloso l’intervento chirurgico.

 

 

 

IIn questi centri vengono utilizzate forme di radioterapia, che sono in grado di sconfiggere i tumori resistenti alla radioterapia tradizionale e che permetterebbero al paziente di eliminare il tumore senza fare ricorso ad un intervento chirurgico invasivo, senza irradiare i tessuti sani e senza chemioterapia, la quale, se è efficace da una parte, è fortemente debilitante dall’altra.

 

 

 

PARTECIPA ALLA PETIZIONE
su change.org
per rendere accessibile la cura



FONDAZIONE CNAO

 

 

L’accesso a questi centri risulta proibitivo per la maggioranza dei cittadini italiani che avessero necessità di curarsi con queste forme particolari di radioterapia. Infatti, al momento, possono accedere allo C.N.A.O., senza oneri, soltanto i cittadini di Lombardia ed Emilia Romagna. Gli altri cittadini devono chiedere autorizzazione alle Asl della propria regione, con lunghe attese burocratiche, sperando che venga riconosciuto loro il rimborso delle spese sostenute (circa 26.000 euro). Ciò non è affatto scontato come dimostrato dai casi della piccola Rebeccae del Sig. Luigi Scudieri che, in Piemonte, sono dovuti ricorrere alla raccolta fondi, al passa parola, nonché all’appello ai media e ad una petizione on line per ottenere l’aiuto economico necessario per pagare le cure nei rispettivi centri. Da quanto si legge in rete, la Regione Piemonte ha riconosciuto l’adroterapia come terapia salvavita per il tumore di cui è affetto il Sig. Scudieri. E per tutti gli altri tumori che sarebbero trattabili con l’adroterapia e la protonterapia? E per i cittadini che non sono residenti in Lombardia ed Emilia Romagna? E’ impensabile che ciascun cittadino che dovesse ammalarsi di cancro “trattabile” con queste terapie debba vendere l’automobile o ipotecare la casa per potersi pagare le cure o trasferire la propria residenza.

Ultima modifica ilLunedì, 10 Ottobre 2016 21:31
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