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Luciano Damiani

Luciano Damiani

AIA TVN APPROFONDIMENTI

APPROFONDIMENTI SUL RIESAME DELL’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE PER LA CENTRALE DI TORREVALDALIGA NORD 2019

Approfondimenti attorno alle prescrizioni

Qualche giorno fa è stato pubblicato il verbale della “Conferenza dei Servizi” relativa al riesame dell’autorizzazione ambientale per la centrale ENEL di Torrevaldaliga Nord. La pubblicazione di questo documento era atteso dal “dibattito politico” cittadino. Ma ci sarebbe da chiedersi cosa ne abbia compreso la popolazione che, non ce lo scordiamo, è il destinatario dell’azione politica. Fra i temi che compongono questa vicenda c’è quello delle “prescrizioni”. Ma cosa si intende per “prescrizione”? Nello specifico del procedimento autorizzativo, con il termine “prescrizione” si intende indicare condizioni vincolanti per l’esercizio che viene autorizzato. In altre parole la centrale può operare ma rispettando alcune condizioni, condizioni che prendono il nome di “prescrizione”. Queste prescrizioni vengono proposte, durante il procedimento, dai vari attori coinvolti, dai ministeri, dagli enti ecc…

Queste proposte prescrittive vengono esaminate tenendo anche conto delle osservazioni e controproposte del soggetto che chiede l’autorizzazione per la propria attività, in questo caso ENEL. L’istruttoria termina con la redazione del Parere Istruttorio Conclusivo PIC che passa alla Conferenza dei servizi, che praticamente conclude l’iter con le ultime proposte e discussioni e con il voto finale per l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Nel verbale della conferenza sono riportate anche le condizioni con le quali l’autorizzazione è concessa, in buona sostanza prescrizioni di vario tipo. Come ben sappiamo, il Sindaco, in qualità di responsabile per la salute pubblica, ha una opzione specifica, può “imporre” le proprie prescrizioni. Questa opportunità è resa possibile da un decreto degli anni 30 (comunemente noto come “Regio Decreto”) ancora in vigore. Tali prescrizioni non sono sindacabili e sono da subito operative nei termini indicati dalle stesse, non è comunque precluso il ricorso contro le prescrizioni, qualora queste si ritenessero infondate. Di queste cose già si è più volte parlato, invece non si è entrati nel merito delle stesse e può essere interessante farlo leggendo quanto riportato dai documenti pubblicati.

Il PIC (Parere Istruttorio Conclusivo) viene arricchito dalle osservazioni del gestore dell’impianto (ENEL), valutate dal Gruppo Istruttore (GI). Nel PIC sono presenti anche le prescrizioni proposte dal Comune di Civitavecchia, (Modifiche e integrazioni alla bozza di PIC esaminata dal Gruppo Istruttore nella riunione del 18 aprile 2019. ) che sono sostanzialmente 2:

1) la riduzione delle ore di funzionamento e della quantità di carbone utilizzato. Cito:

“Si prescrive al Gestore di attenersi alle ore di funzionamento e al consumo di carbone dichiarati nel progetto che ha ottenuto il giudizio positivo di compatibilità ambientale di cui al DEC VIA/680/2003. In particolare, la produzione non dovrà eccedere le 6000 ore/anno equivalenti al carico massimo e il consumo di carbone non dovrà eccedere le 200 tonnellate/ora per sezione per un totale di 3.600.000 tonnellate/anno”

2) Il rispetto della legge regionale sul risanamento dell’aria che prevede combustibili con tenore di zolfo minore dello 0,3%. Cito:

“…le sezioni 2, 3 e 4 siano esclusivamente alimentate a carbone con contenuto di zolfo non superiore allo 0,3%, salvo la fase di avviamento, nella quale è consentito, fino al raggiungimento del minimo tecnico, l’uso del gas naturale;”.

 Ci occuperemo delle prescrizioni proposte dal comune e di altre due, una riguardante i controlli relativi al mercurio e quella che stabilisce un tempo limite per la presentazione del piano di uscita dal carbone.

ORE DI FUNZIONAMENTO E CONSUMO DI CARBONE

Nel verbale della conferenza dei servizi, alla pagina allegata indicata con il numero 55/171, si riporta la prescrizione relativa alle ore di funzionamento ed alla quantità di carbone bruciato. Accanto a questa ENEL osserva fondamentalmente che:

- tali limiti non possono essere oggetto di prescrizione come definito nella precedente AIA,

- che limitare la capacità di far fronte alle richieste energetiche mette in discussione sia la massima capacità produttiva dell’impianto sia la capacità di assicurare la “sicurezza energetica” del paese.

Inoltre il gestore propone di esprimere solamente il limite di capacità dell’impianto. Appresso è espresso il parere del GI (gruppo istruttore) che approva la proposta di ENEL bocciando la prescrizione prodotta dal comune di Civitavecchia che, ovviamente, si dichiara (unico) contrario alla proposta di ENEL che risulta quindi approvata.

TENORE DI ZOLFO

Riguardo il tenore di zolfo, sempre alla pagina indicata col numero 55/171, si riporta la prescrizione indicata dall’AC che fa riferimento alla legge regionale per il “risanamento della qualità dell’aria”. ENEL commenta lungamente ponendo varie obiezioni. Vediamone le più significative:

- l’ipotizzato contrasto con  la legge regionale è contestato facendo riferimento ad una pronuncia del Consiglio di Stato che ritiene non assoggettabile alla legge regionale l’impianto che abbia “autorizzazioni AIA di competenza ministeriale”, tesi confermata da una nota della Direzione Regionale Ambiente del 2010. I riferimenti per il pronunciamento del Consiglio di Stato e della Direzione Ambiente della Regione sono presenti nel commento del gestore.

- un combustibile con tenore di zolfo inferiore allo 0,3% renderebbe critiche le condizioni operative sino alla “impossibilità di operare, in quanto la centrale è progettata per carbone con diverso tenore di zolfo. Tale parere è accompagnato da numerose questioni tecniche. La proposta di ENEL è sostanzialmente quella di ridurre il tenore ammesso da minore di 1% a minore di 0,7%, proposta accettata dal GI con voto contrario del solo comune di Civitavecchia.

A fronte dell’assolutamente doveroso allarme sanitario, l’allora sindaco Cozzolino propose le due prescrizioni (modifiche al PIC) supportate dalla documentata necessità di abbassare significativamente le immissioni inquinanti della centrale anche perché si vanno a sommare alle numerose altre esistenti in una situazione ambientale e sanitaria particolarmente critica. Se da un canto le motivazioni tecniche relative al tenore di zolfo,motivazioni tecniche nelle quali è  meglio non avventurarsi senza un buon bagaglio tecnico, rendono verosimilmente non condivisibili le prescrizioni sindacali, d'altro tipo, invece, sono le obiezioni relative alle ore di attività ovvero per le quantità di carbone bruciato. La “sicurezza energetica” non può essere certo motivo valido, basterebbe considerare un apposito meccanismo di deroga, nella eventuale necessità imprescindibile di maggior produzione temporanea. La necessità di sfruttare l’impianto al massimo delle sue capacità è una mera questione economica che non può certo essere considerata primaria rispetto alla salute della cittadinanza. Non esiste quindi una imprescindibile questione tecnica che possa "superare" le prescrizione sindacale. La valenza ambientale di tale modifica al PIC è stata evidentemente da tutti ignorata, sia da parte degli enti votati alla tutela di ambiente e salute, sia di quelli che amministrano il territorio vasto.

MERCURIO

Dalla lettura del verbale della conferenza (pag. indicata 3/171) si evince che ENEL ha chiesto ed ottenuto di non effettuare più i controlli in continui delle emissione di mercurio ma bensì periodicamente poiché negli anni l’emissione di mercurio è risultata stabile. Sinceramente ci pare una motivazione inaccettabile, ma tant’è è stata accettata, anche questa.

CARBON EXIT

Un ultimo tema riguarda la “carbon exit”. Su questo il gestore pare soccombere (pag. indicata 45/171), alla prescrizione di presentare il piano per l’uscita dal carbone per il 2025 il gestore oppone che non si possa prescindere da quanto predisposto e deciso dal “tavolo interministeriale per l’attuazione della SEN 2017”, e che quindi la fissazione di un termine appare piuttosto improbabile, ma tale obiezione, e quindi relativa controproposta, non è stata considerata, evidentemente, sufficientemente motivata, ed è stata respinta. Per questo entro un anno dall’approvazione di questa AIA il gestore dovrà produrre il piano per la carbon exit al 2025.

Sebbene di per se ciò non possa rassicurarci, è comunque un appuntamento che vale la pena tener presente, una data fissata è meglio di una linea di principio.

Non è ancora detta l’ultima parola di questa AIA, il ricorso del Comune presso la Presidenza del Consiglio è in itinere. L’accoglimento di questo ricorso potrebbe riaprire la conferenza e dare la possibilità di portare modifiche all’autorizzazione e fornire l'occasione all’AC di avvalersi del regio decreto con una motivazione più sostenuta. Non c’è dubbio che la salute dei cittadini sia il primario obiettivo dell’azione politica in questa città, e, se da una parte alcune opposizioni prettamente tecniche sono di difficile superamento, vedi il tasso di zolfo, altre non dovrebbero essere considerate “problematiche” vedi i limiti sul monte ore e carbone, in quanto vanno in realtà ad incidere solo sul pieno utilizzo della centrale, mentre è certamente possibile ipotizzare un meccanismo per il quale, in modo temporaneo e per casi eccezionali, tali limiti possano essere superati.

Il lettore potrà approfondire ulteriormente con la lettura estiva dei documenti che riportiamo di seguito.

Collezzione documentale relativa alla revisione dell'AIA di TVN nell'apposita sezione del portale del Min. Ambiente

Collezzione documentale relativa alla revisione dell'AIA di TVN nell'apposita sezione del portale del Min. Ambiente 

Verbale della conferenza servizi portale min. Ambiente

Lettera con la quale il Comune di Civitavecchia propone le sue prescrizioni

 

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EUROPA: ENERGIA AMBIENTE E…..  SALUTE

In questi giorni l’eco dei temi ambientali utilizzati nella campagna elettorale dai vari attori della vita politica nazionale e cittadina, è alimentata dal tema della “carbon exit”, non solo per la specificità della esistenza della centrale a carbone TVN nel nostro territorio, ma anche per le aspettative future di “zero emissioni”, obiettivo europeo, come ricordato dalla nuova Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.
Proprio ieri la Presidente e le sue dichiarazioni di indirizzo che mirano ad anticipare gli obiettivi ambientali della UE, è stata citata nel convegno dal titolo: “Europa, le sfide dell’energia e dell’ambiente”, tenutosi nello scenario del Castello di Santa Severa. Serata all'interno della manifestazione "Festa dell'Europa 17-20 luglio. Convegno condotto da Marietta Tidei, consigliere regionale, con il contributo di: (da sinistra nella foto di copertina) Gian Paolo Manzella, assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco Luccisano, relazioni esterne IP, Francesco Borgomeo Presidente Saxagres, Federico Testa, Presidente ENEA.

Non c’è personalità politica o di un certo rilievo pubblico che non abbia espresso la propria attenzione al tema ambientale, che sia professione programmatica o dichiarazione di “sensibilità”. A volte sembra che sia un tema di moda, se non parli un linguaggio “verde” sei fuori. Spuntano ambientalisti ovunque anche fra coloro che hanno, in qualche modo, precedenti non proprio apprezzabili in tema.
Ben lo sanno i civitavecchiesi che, nella recente campagna elettorale, si sono ritrovati con una intera classe politica “ambientalista”. Il documento sulla strategia energetica nazionale ha indicato per il 2025 l’uscita dal carbone. In soldoni al 2025 non dovremmo più vedere carboniere al largo della marina. Questo nella teoria dei documenti programmatici.

Ma abbiamo bisogno di “pratiche” non di teorie, ovvero di atti e di decisioni programmatiche ben identificabili e decisamente più concrete degli “indirizzi” programmatici. Federico Testa, Presidente di ENEA, ha detto ieri, nelle prime battute del convegno, che dovremmo stare attenti a non fare solo “comunicazione” ma dovremmo fare “politica”, ovvero occorre immergerci nel concreto per pensare e fare cose tangibili.
La continua campagna elettorale si avvale dei talk show ed altri strumenti per fare "comunicazione", ma viene il momento degli atti concreti, viene sempre. Il momento e’ giunto anche qui a Civitavecchia. L’11 di questo mese si è tenuta la Conferenza dei Servizi per il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) della centrale ENEL di Torre Vandalica Nord (TVN), come tutti sanno, alimentata a carbone.
Le cronache riportano che tutti, esclusa l’Amministrazione Comunale, hanno respinto le prescrizioni proposte dalla precedente amministrazione, fatte proprie dall’attuale. In barba quindi ad ogni buon proposito e ad ogni discorso. Regione, Città Metropolitana, ISPRA ed ogni altro attore presente, ha in buona sostanza impedito che la precedente autorizzazione fosse modificata in senso migliorativo per ambiente e salute. Dobbiamo però attendere il verbale, per averne certezza, ancora non è pubblicato, nonostante sia già passata una settimana e più. Al momento della redazione di questo articolo ancora il verbale non è presente nell’apposita sezione del sito del Min. Ambiente.
E’ pur vero che è stato preso l’impegno di uscire dal carbone nel 2025 e che è stata fissata la presentazione del piano di uscita entro 1 anno dalla conferenza, ma, proprio perché l’uscita è “prossima”, ci si chiede perché le prescrizioni sindacali, che mettevano semplicemente alcuni limiti nella produzione, ed un controllo indipendente al camino sono state respinte da tutti tranne ovviamente dal sindaco che le ha fatte proprie. La perplessità ha ancor più ragione d'essere in considerazione della ridotta produzione degli ultimi mesi, e nella già avviata domanda di conversione a gas di parte della centrale. Insomma, perché sono state respinte quelle prescrizioni a fronte di un impatto relativamente lieve sulla produzione, visto quanto appena detto?

Gianpaolo Manzella, assessore Regione Lazio e Marietta Tidei, consigliere regionale

Ieri (venerdì 18), come abbiamo detto, si è svolta una conferenza con al centro i temi ambientali ed energetici nella cornice europea. Volendone dire qualcosa debbo ripetere, con Marietta Tidei, coordinatrice dell’evento, “…abbiamo parlato poco di Europa”. In effetti l’aspettativa di una discussione sullo stato dell’arte in Europa ed in relazione nel nostro paese, ha lasciato spazio a qualcosa di diverso. Ad inizio una citazione ha sollecitato la mia attenzione, la citazione suonava più o meno così: “la migliore energia pulita è quella che non si consuma”. Sarebbe potuta essere la premessa di un dibattito molto interessante, basato sul risparmio energetico, ma, invece, buona parte del dibattito è stato occupato dal tema dei “costi” ovvero del fatto che i meno abbienti non sono in grado di accedere alla “energia verde”. Non approfondisco, ma cito solo una o due cose di quelle che mi hanno lasciato “perplesso”, che mi hanno fatto domandare: “ma davvero questi signori sono attenti all’ambiente?”

Parlando di “mobilità elettrica” si è detto che:
“le auto elettriche costano troppo e sono pochi quelli che possono permettersele, e poi le batterie sono pericolose perché prendono fuoco, meglio investire sulla rottamazione e passare dai vecchi diesel a quelli più moderni che inquinano molto meno”. Insomma si afferma che è più facile e probabile rottamare che passare alla mobilità elettrica.
“Occorre investire sulle navi poiché inquinano molto più delle auto" La citazione non è propriamente corretta, ma il senso era certamente quello.
Avessi potuto avrei fatto presente che le navi non camminano per le strade delle città e che le città con porti importanti sono davvero poche, mentre i tubi di scappamento delle auto sputano gas venefici pochi metri dal nostro naso ed ancora meno da quello dei bambini in tutte le città grandi e piccole del paese. Del resto il delegato di una grande azienda petrolifera potrebbe mai preoccuparsi davvero delle emissioni delle automobili? Può mai parlare, ad esempio, di “trasporto pubblico”, magari su rotaia? Certo che no, infatti ha espresso l’idea che all’italiano non gli si può negare il diritto di spostarsi come e quando vuole come fosse una sorta di diritto irrinunciabile. Vorrei far presente che anche la salute è un diritto irrinunciabile, prevalente sul diritto di “spostarsi liberamente”. Fatto sta che in Italia il rifornimento elettrico è ancora una vera rarità, diversamente che in altri paesi europei.

 

Da sinistra: Francesco Luccisano, relazioni esterne IP e Francesco Borgomeo Presidente Saxagres

E’ vero, come è stato detto, che occorre fare un bagno di realismo e non sottacere i problemi che si frappongono alla "rivoluzione verde", ma è pur vero che i problemi vanno affrontati con la volontà di superarli, con la visione dell’obiettivo da raggiungere, non possono essere cioè l’ostacolo insormontabile che giustifica il mantenimento dello status quo. C'è l'impressione che le difficoltà siano il pretesto per fare scelte che non vanno nella direzione della tutela ambientale e del risparmio energetico.
Occorre fare delle scelte, ed occorre che vadano nella direzione della sostenibilità ambientale e della salute dei cittadini, ad iniziare dal "risparmio energetico" così come per i rifiuti, l'imperativo è ridurne la produzione. A seguire tutte le altre opzioni.
Ho sentito parlare di “problemi” che ostacolano il rispetto degli obiettivi ambientali, ad esempio il “vecchietto che non ha davvero fantasia di affrontare un mutuo per ristrutturare ambientalmente la propria vecchia casa”, oppure “la burocrazia che impedisce di trasportare al porto via mare il BTZ per le navi” oppure ancora la “incapacità delle reti di reggere il carico delle ricariche elettriche” ecc.. Da notare anche l'espressa perplessità dell’uscita dal carbone per il 2025, sia pur in forma di "battuta". 
Problema dei problemi poi, è la bolletta elettrica. Cito un momento della serata che più o meno recitava così: “se la gente si autoproduce l’energia, non paga più la bolletta energetica ed i costi di incentivi, reti ecc.. vanno così a gonfiare le bollette degli altri cittadini.”

Purtroppo non ho sentito parlare ne di soluzioni ne di progetti ne di scelte politiche ed indirizzi di sviluppo e tanto meno dello stato dell’arte degli altri paesi europei. Di Europa se ne è appena accennato in introduzione con la perplessità sulle differenze sul tema energetico dei vari paesi della UE. Grande assente il carbone, e si che in questo territorio esso è assoluto protagonista. Tralascio alcuni altri temi trattati, pur interessanti, ma non proprio attinenti al tema della serata della quale hanno assorbito una buona parte. In conclusione, c’è da chiedersi se davvero la rivoluzione verde sia un reale obiettivo oppure sia un mero tema di speculazione comunicativa. Come è stato detto: "occorre fare politica non comunicazione".

 

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PRESENTAZIONE DEL PORTALE OPENSALUTE

Questa mattina, presso la Fondazione Cariciv, è stato presentato al pubblico il portale “Opensalute”, prodotto dal DEP (Dipartimento Epidemiologico della Regione Lazio), grazie al quale è per tutti possibile interrogare lo “stato di salute” della popolazione. Per chi ci segue non è certo una novità, abbiamo lavorato tanto affinché i dati sanitari fossero pubblici, consultabili e rapportabili. Il portale è attivo già da diversi mesi, lo abbiamo visto e ne abbiamo parlato già in fase di progetto, ma, grazie a questa presentazione, è stato finalmente pubblicizzato, ne sono state illustrate le caratteristiche e le finalità, a beneficio di ogni cittadino, ma soprattutto per coloro che debbono effettuare scelte che coinvolgono la cittadinanza, per costoro è uno strumento formidabile.
Il portale permette di estrapolare e confrontare una gran quantità di dati sanitari, sia in termini assoluti che, soprattutto, in termini “standardizzati”, ovvero resi omogenei e confrontabili per ogni ASL, per distretto ecc… Possiamo ad esempio vedere quale distretto è più colpito da patologia oncologica a carico del sistema respiratorio, fare raffronti o evidenziare andamenti temporali. Insomma, è “tanta roba”.
I relatori hanno dichiarato che lo scopo del portale è quello di fornire dati utili al sistema sanitario per poter prendere e modulare iniziative sanitarie, ad esempio campagne di screening specifico per territorio e patologia, implementare strutture, servizi ecc.. Ma questo strumento è assolutamente utile anche ai “decisori politici”, ovvero a quanti debbono istituzionalmente fare scelte che incidono sulla vita dei cittadini, che si tratti di chiudere strade al traffico, imporre prescrizioni nelle autorizzazioni ambientali degli impianti, intervenire sul traffico navale o sulla formazione dei giovani, ecc. L’amministratore locale pensa il futuro prossimo e lo persegue.
Ultimamente il dibattito sulle fonti inquinanti della nostra città si è particolarmente acceso, e non poteva essere diversamente visto il clima elettorale, e dunque per questo motivo che la presentazione di questa piattaforma avrebbe dovuto suscitare l’attenzione dei tanti politici locali, specialmente di quelli che hanno assunto la guida della città, ma non solo. Invece, ancora una volta, abbiamo registrato il disinteresse su questi temi, il Sig. Sindaco Ernesto Tedesco, ha lasciato l’assemblea subito dopo il suo saluto per altri impegni, sui quali ovviamente non sindachiamo, ma gli altri dov’erano? Dov’era l’opposizione? Quest’oggi è parso, per l’ennesima volta, che il problema sanitario non sia realmente sentito dalla classe politica locale, certamente i leader delle varie formazioni erano assenti.
Durante la presentazione è stato confermato che il dato sanitario del nostro distretto “Roma4 F1” soffre indiscutibilmente di elevati valori relativi alle patologie legate all’inquinamento, e non è certo una novità e, a onor del vero, non abbiamo registrato alcun tentativo di minimizzarne l’importanza, come altre volte abbiamo purtroppo registrato. Certo, sentir parlare di “prevenzione” limitatamente alle attività di informazione e screening, sembra, in una città con così numerose ed importanti forme di inquinamento, abbastanza “inutile”, meglio sarebbe parlare di prevenzione in termini di riduzione delle emissioni inquinanti, emissioni che sono il frutto di “attività umane” e quindi soggette a scelte di carattere politico/economico. E’ evidente che l’intervento primario, in termini di prevenzione, si fa sulle cause. Ci sarebbe piaciuto, quindi, ascoltare un intervento politico sul tema, alla luce di questo nuovo strumento, purtroppo abbiamo dovuto farne a meno.

Il portale è raggiungibile all’indirizzo: https://www.opensalutelazio.it

Riguardo il funzionamento del portale e i sistemi di lettura, ci limitiamo a suggerire di considerare i dati “standardizzati” invece di quelli “assoluti”, poiché il dato standardizzato consente di fare confronti con altri distretti o ASL essendo stato elaborato e reso quindi confrontabile. Altro dato da prendere con le classiche “molle” è quello che si riferisce ai “decessi”; occorre infatti considerare i progressi della medicina e della chirurgia, la qualità dell’assistenza, le strutture presenti sul territorio, le caratteristiche della patologia ecc..
In conclusione ringraziamo il DEP e quanti hanno lavorato e lavorano a questo progetto che è sicuramente una grande ed impegnativa idea che meriterebbe molta più attenzione di quanto pare averne. Ci auguriamo che finalmente serva a prendere decisioni “importanti”.

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